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Oggi piovo, fo il sole e mi scappa pure un arcobaleno:)

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giovedì, 03 luglio 2008

Ci

col tempo"Non mi amo!"
dice Germogliograndine. Sarà  vero? Resta bambina
e invecchia. Nel suo giardino crescono steli esangui.
Neanche un fiore.

postato da: Decano alle ore 09:55 | link | commenti (2)
categorie: pepito ruiz notes
sabato, 28 giugno 2008

una lezione

tortelli-di-zucca

Le sette ed era ancora buio. Si scatenava un temporale estivo.
Saette e tuoni.Nell'arco di due  ore era spiovuto.Il sole latitava,
ma era chiaro. L' omino inforcò la bicicletta. La stradina del fiume
era fangosa. SSSScccccc..facevano le ruote.
C' era un odore buono, di fieno fresco.  Era pieno di uccelli.
Fra l'erba zampettavano.  Nelle pozzanghere, in  specie  i merli, ci
sguazzavano. Sembravan lieti. Si scostavano, di malavoglia,
schiamazzando. Dietro la curva, che nasconde il ponte, c' era un corvo.
Stava in mezzo al sentiero. Grande come l' omino. Reggeva una zucca
gialla con il becco. L' omino non potendo più  avanzare, si fermò. 
Oscillava, il corvo, spostando il peso da una zampa all' altra, fermo
sul posto. Posò la zucca. Fece un discorso, con la sua voce roca,
lungo, terminandolo con una macabra risata. L' omino scese dalla bici,
stando attento a non sporcarsi i piedi. Si tolse la cravatta con
l' elastico, composto si schiarì la voce.  Improvvisò su un' aria
mozartiana. Niente di che, ma  il corvo restò male: volò via e
abbandonò la zucca.
" Preda di guerra! " pensò l' omino sollevandola " Magica  o meno ne
farò tortelli".

postato da: Decano alle ore 18:59 | link | commenti (3)
categorie: omino e osvaldo
martedì, 24 giugno 2008

appuntamento

Luigi Spacal

Pensieri grumi  andavano e venivano compromettendo la fluidità
del sonno ( il rimestarli non portava nulla, passata l' ora ).  Mettici
un trapestìo sospetto dietro l' uscio. S' alzò.
Oltre il grandangolo dello spioncino c' era un nasone attaccato ad
un omino.Era il vicino del secondo piano, in pigiama con un lumino
in mano. Gli aprì.
L' omino, con la faccia seria, gli fece segno di tacere e andare ( così
in pigiama! ).Andarono.
S' inerpicarono piano dopo piano con la luce che salendo si attenuava.
Poi le scale divennero più ripide, i pianerottoli sempre più ridotti
( ormai dei piani  s 'era perso il conto  ). Le porte diminuirono in
altezza e alla fine degli ultimi gradini ce n' era una giusta per l' omino.
Lu , con una riverenza, entrò nel fuori.

Spirali d' aria ruzzano fra i tetti.
Rade le  gocce.
Buio

L' omino si muoveva come un gatto nei passaggi fra i comignoli e le
antenne.Camminando sul braccio  di una gru, giunsero in cima a un
serbatoio pensile( da qui, per una scala arrugginita, ad un' altana sopra
ad una cupola).
C' era una botola. Ormai pioveva forte.
C' era in fondo alla stanza il signor Prik. L' omino, scendendo era
sparito.Il signor Prik fingeva di dormire. Sbadigliando s' alzò dalla
poltrona. Sorridendo scostò una tenda nera. Dietro c' era un locale,
un bar notturno, con le bottiglie e i tavoli allineati. Da una vetrata si
vedeva il mare e dentro al mare briciole di luna.

 


postato da: Decano alle ore 18:10 | link | commenti (5)
categorie: diario
domenica, 22 giugno 2008

bzzzz

Ora ronza ora tace;                                                       De Stael Agrigento

la penombra non piace

a un moscone vorace.

Schiudo appena le ante:

non ci mette un istante

a trovare l' Estate.


postato da: Decano alle ore 14:15 | link | commenti
categorie: pepito ruiz notes
venerdì, 20 giugno 2008

erede

Ad averci  un bambino a questo punto  sarebbe stato, con la passione
ordinata condivisa,  senza vampe improvvise e crepitii,  vento fra l' erba.
Una creatura bianca di penombra, nostra, piccola e quieta da
smarrirci il sonno. Sarei tornato a letto raccontando , prendendoti il
viso fra le mani, che il piccino nel buio si bastava, che sorrideva
dormendo.


postato da: Decano alle ore 10:19 | link | commenti (2)
categorie: diario
domenica, 15 giugno 2008

I'll remember April

MonkPreferisco

quando fuori piove

Monk al piano nel fruscio del vinile

preferisco il dialogo sottile

fra i fantasmi l' acqua e il tuo respiro.


postato da: Decano alle ore 13:58 | link | commenti (17)
categorie: pepito ruiz notes
sabato, 14 giugno 2008

-°-°-°-

 

Milton Avery - 1940

 

 

 

 

 

 

 

Che niente v'è di  nuovo sotto il sole

raccontalo alla pena che mi prende

se ti spogli

e ti  rivesti  di verde.


postato da: Decano alle ore 20:14 | link | commenti (2)
categorie: diario
lunedì, 09 giugno 2008

un dolore

lunariaSi divideva, il grosso maggiolino, fra luce del lampione e verdi foglie.
Spirito e carne. Ronzava, finchè si spense e cadde.
Le formiche, al mattino, lo smontavano che ancora si muoveva.
Febbrilmente, via un tarso, un' elitra, le antenne flabellate...
Gismo scoprì la cosa andando a scuola, con raccapriccio. NEMESI.
Pensò ad un formichiere intensamente. Giunse una bestia assai
approssimativa, della stoffa dei sogni.

postato da: Decano alle ore 20:55 | link | commenti (7)
categorie: diario
sabato, 07 giugno 2008

boom boom boom boom boom

automa" Com' è triste il dopo cena
se non sogni più Milena!
Se con Slent non vuoi ballare,
per distrarti puoi cantare... "

Embhè? Se pensate che sia il solito sogno in cui il signor Prik
canta e il ragno Slent  balla, sentite il seguito:

"Puoi stonar senza temere
col marrone scarpe nere
e del ritmo sia la soma
caricata su un automa..."

E qui compare un omino, un negretto
meccanico che scuote la testa  qua e là picchiando con
due grosse mazze su una cassa...Simpatico? E' da venerdì
scorso che appena chiudo gli occhi  salta fuori  e comincia
a rompere i timpani. Un incubo.


postato da: Decano alle ore 23:15 | link | commenti (7)
categorie: diario
giovedì, 05 giugno 2008

memento ...

giù

postato da: Decano alle ore 23:30 | link | commenti (19)
categorie: diario